Urca-urca tirulleru…

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L’altra mattina, complice il gran caldo, mi sono svegliata intorno alle 5 meno un quarto.

Pur rintronata, ho tentato di escogitare un sistema per creare in casa un vortice d’aria tale da darmi un minimo di sollievo, impresa ardua visto che fuori non tirava un alito di vento. Certo, avrei potuto accendere il condizionatore, ma se poi mi fossi riaddormentata? Io e Morris ci saremmo trasformati in due tranci di merluzzo “that’s amore” e l’idea del conseguente scongelamento non mi attirava per niente. Ho spalancato tutte le porte e le finestre e proprio quando stavo per tornare a letto, ecco, lo sento, il GALLO.

Diamine. Chi può avere un gallo, qui a Quartello? Ok, il quartiere è sorto in un’area in cui un tempo (molto tempo!) si coltivava la terra, quindi potevano esserci anche dei pollai. C’è un terreno, su cui probabilmente presto edificheranno un nuovo palazzo, in cui stanno crescendo dei frutti che per ora hanno un aspetto globoidale-verde-pelosetto e che secondo Morris sono meloni. Meloni, retaggio di un tempo in cui Quartello non esisteva. Chissà chi viveva in queste terre, una grande famiglia magari, contadini, allevatori, chissà quante vite, quante storie si sono intrecciate qui, dove ora noi, barbari moderni, stiamo contribuendo a creare un nuovo quartiere, colorato, arioso, pieno di speranze… e di misteri. Il gallo, per esempio. Ho girovagato per Quartello in lungo e in largo e non ho individuato nessun pollaio papabile fra le piccole, allegre palazzine ancora profumate di pittura fresca del mio quartiere; forse dovrei allontanarmi un po’ dal nuovo rione, perchè vicino al canneto di via Fiume ho individuato un gruppo di case che certamente esistevano prima di Quartello: in lontananza si vedono grandi giardini, piante di olivo e fico… forse il gallo abita lì. Per raggiungere il mare a piedi bisogna attraversare il sentiero attraverso il canneto, quindi la prossima volta che andrò in spiaggia potrò curiosare… a meno che il canneto non mi fagociti, visto che ormai per passare nel sentiero occorre munirsi di machete: non solo, la fauna del canneto non sembra molto contenta del passaggio di bagnanti puzzolenti di crema solare, del plippe-plappe delle loro infradito, di bambini che tentano di acchiappare ogni essere vivente nel raggio di 100 metri (sembra Jurassic Park alla rovescia, lucertole sbatacchiate senza pietà da voraci bimbi T-rex), quindi secondo me, presto gli animali si ribelleranno. Aiuto.

Insomma, qui a Quartello, fra galli, cornacchie e meloni non ci si annoia… e personalmente ne sono contenta. Cogliere i segni del passato in un quartiere nuovo di zecca significa entrare a far parte di una storia diversa, tutta da scoprire: trasferirsi è riniziare, ma forse non proprio da zero.

Urca-urca tirulleru…ultima modifica: 2010-07-14T11:17:48+02:00da dellafrye
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One thought on “Urca-urca tirulleru…

  1. mio capitano

    be’, ad animali state ben coperti, nel vostro nuovo quartiere, anche se qualche volatile di meno renderebbe la vita più piacevole. Ma questo quartiere è stato davvero costruito da poco? sento che parli di vernice fresca.

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