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Una strada, un quartiere

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La primavera tentenna per le strade di Quartello, ma qualche giorno fa il sole ci ha regalato le prime ore veramente calde della stagione. Se passeggiaste a Quartello in questi giorni vedreste che è in atto il consueto restyling primaverile: le aiuole vengono ripulite, il canneto di via Fiume  viene sfrondato a colpi di machete, la rotonda  viene finalmente disboscata, permettendo agli automobilisti di non accorgersi solo all’ultimo momento se stanno compiendo un giro della morte bendati. Perfino il giardino dei Fortini, di cui ho parlato qui e qui, pian piano viene ripulito, una volta all’anno, non sia mai, visto che si avvicina Maggio con i suoi Monumenti Aperti. Di certo Quartello si risveglia quando il cielo è più azzurro, ma non sono sicura che la bellezza incompiuta del quartiere sia attraente per chi non si ferma almeno qualche minuto a contemplarla, per chi non riesce a vedere le potenzialità degli spazi ancora vuoti di questo strano territorio, al limitare del mare, dello stagno di Molentargius e della vecchia Quartu Sant’Elena.   “Ci saranno, si e no, quattro strade a Quartello… perchè parlarne in un blog?”, mi è stato chiesto; e io rispondo che in quattro strade ci può essere un mondo e che una strada può fare la differenza fra l’appartenere ad un quartiere piuttosto che ad un’altro. Si, perchè qui basta anche solo attraversare una strada e ci si ritrova a Pitz’e Serra, un quartiere più vecchio di Quartello, con tanti palazzi altissimi, portici e negozi, scuole, banche, uffici, un quartiere vissuto e affollato insomma, che ha già una sua storia, per quanto breve, da raccontare. Vi chiedo di attraversare quella strada, che da Pitz’e Serra porta a Quartello e alle sue “quattro strade”, ed ecco palazzine basse e colorate, i cui portici mostrano vetrine vuote alternate a quelle dei coraggiosi che hanno voluto investire su un quartiere ancora giovane. Solo una strada, certo, ma qui ci sono i giardini, in cui le palme resistono al maestrale e le cornacchie saltellano buffe, e spazi per andare in bicicletta, correre, improvvisare due tiri col pallone o passeggiare con gli amici cani; qui si vedono tramonti dalle sfumature irripetibili tuffarsi nel Golfo degli Angeli e si respira il mare che, nei giorni di tempesta, chiama da lontano.

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Giovane Quartello, ma già deturpato dalla costruzione incompiuta di un centro commerciale, ecco il non-finito peggiore, che si sgretola pian piano al vento e si colora delle scritte non sempre piacevoli dei writers; giovane e buio, Quartello, illuminazione degna di un’imboscata nella foresta di Sherwood in via Fiume, via Monaco, via San Marino… perfino intermittente, in quest’ultima strada, e non per festeggiare il Natale.

Quante voci si rincorrono, su questo giovane quartiere: potrebbe essere una sede finalmente  adeguata per la Polizia di Quartu Sant’Elena, ma sono anni che se ne sente parlare e nulla si muove; aprirà una  farmacia, presto o tardi, e chissà quante occasioni di arricchimento sfumeranno o si concretizzeranno in futuro…  ecco la forza di questo quartiere: potrebbe ancora essere un bel posto in cui vivere. 

Se così fosse, ve lo vorrei raccontare.

Un saluto,

Della