elezioni 2013

Figli di una sinistra minore

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No Bersani. In quel momento, in quella conferenza stampa fin troppo posticipata, non puoi dire con sgomento che evidentemente il Pd ha sottovalutato il malessere, la profonda disaffezione degli italiani per la politica. Non puoi dirlo con quella incredulità, che sembra sincera e quindi ancor più colpevole. Come, come è possibile aver sottovalutato, quando decine e decine di piccoli imprenditori si sono tolti la vita, i minatori si sono barricati all’inferno e i pensionati si sono ridotti a frugare nella spazzatura dei mercatini rionali? Non posso accettare quello sgomento, che mi fa capire quanto siate lontani dalla realtà. Stupisce il voto di protesta, quando perfino qui, vicino a Quartello, un uomo si è arrampicato su un traliccio dell’alta tensione per la disperazione? Parole, ne avrei voluto sentire di diverse e meno sprezzanti, nei confronti di un movimento che, se non altro, ha portato persone nuove in Parlamento. Perchè quel fastidio, quello snobismo, fra un sorso d’acqua e l’altro, quando affermi “Dicano cosa vogliono”? Parole, ne avreste dovuto pronunciare altre in campagna elettorale, che dimostrassero partecipazione ai problemi reali dei cittadini, volontà di cambiamento, invece era tutto un fregarsi le mani perché Berlusconi sarebbe stato sconfitto, per non parlare della sottovalutazione di quel comico che “fondasse un partito, poi vediamo quanti voti prende”. 

Parole, parole come “onere”, le hai fatte risuonare, Bersani, come se non potessi sopportare la responsabilità di dialogare con Grillo il comico, invece ti tocca, vi tocca provarci con tutte le forze, perché gli italiani, che piaccia o no, così hanno scelto, non potendo più seguire la logica delle appartenenze a destra e sinistra, ma cos’é la destra, cos’é la sinistra.

Oggi voglio soffermarmi sull’importanza delle parole che non ho sentito fino a questo momento e su quelle  che spero di sentire, un dialogo costruttivo fra il PD e il Movimento 5 Stelle. Fra il Pd e il PdL spero di non sentire mai nemmeno una sillaba, pronunciata con l’intenzione di ignorare la volontà degli italiani che hanno votato M5S: quelle sarebbero parole dette con un unico scopo, la conservazione della specie “politico della seconda repubblica”.

Ci avete fatto caso? Maurizio Crozza, durante l’intervento a Ballarò, ha imitato Bersani, ripetendo gran parte del suo discorso in conferenza stampa, senza modificarlo poi molto: qualcosa vorrà pur dire.

Parole. Mi aspetto di sentirne di migliori, seguite, una volta tanto, dai fatti. 

Poi, alle urne.