La Letteratura alle Olimpiadi

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I giorni delle Olimpiadi sono speciali.

Adoro sapere che se accenderò la televisione, mi godrò ore ininterrotte di sport e storie. Naturalmente è emozionante seguire le imprese degli atleti azzurri, ma forse sono i volti dei paesi lontani a regalare le storie più interessanti, perchè inattese.

Colori, Culture, Speranze “diversi” si misurano davanti ad un medesimo ostacolo e allora acqua, reti, bersagli e piste si trasformano nel “terreno del sogno”, perchè chi correrà più veloce sarà un campione olimpico, un vincitore, per 4 anni… le Olimpiadi sono l’occasione della vita.

Lo si legge sui volti degli atleti, anche quelli più giovani, che possono sperare di partecipare ancora, in futuro, alla storia dello sport: sentono il peso del momento da cogliere, perchè “…chissà se fra 4 anni sarò in forma come oggi, forse ci sarà un giovanissimo nuotatore di 15 anni che con la sua forza e  avventatezza mi soffierà il posto in finale…”, e allora, questo è  il giorno.

Lo ammetto: preferisco le Olimpiadi extra-europee. Ma si, quelle in cui la giornata olimpica comincia quando in Italia tramonta il sole e le gare che contano si svolgono in piena notte… ed ecco che mi tornano in mente nottate olimpiche di imprecazioni e fiato sospeso, alle quattro di notte, mentre tifo per un finlandese che lancia un giavellotto o per un cubano che salta in lungo, sempre più in lungo: le Olimpiadi arrivano ogni 4 anni per gli atleti che gareggiano, ma anche per chi ama lo sport… per loro, per noi, il tempo olimpico sarà tempo di ricordi, dolce-amari come lo sono tutti, ma anche di  speranze e promesse per il futuro, per le prossime Olimpiadi.

Le Olimpiadi e Londra: per me un connubio quasi fatale, l’evento che racconta le storie sportive più coinvolgenti e la terra della letteratura che più amo, poi lui, Kenneth Branagh, anzi Sir Kenneth Branagh, che appare alla cerimonia d’apertura e legge un brano della Tempesta di Shakespeare.

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Quando ero solo una ragazzina mi ha fatto amare quell’Enrico V che la professoressa aveva appena adombrato a scuola, ho riso, eccome, con il suo Benedetto, e anche se pensavo non fosse possibile, ho amato ancor di più Amleto, dopo la sua regia di “Nel bel mezzo di un gelido inverno” e il suo Hamlet.

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Non solo Shakespeare, alla cerimonia d’apertura dei giochi di Londra, ma anche la letteratura cosiddetta “per ragazzi”, celebrata insieme al GOSH, il servizio sanitario nazionale inglese, il cui polo di medicina pediatrica cura i bimbi malati di tutto il mondo.

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La malattia, peggio, la malattia dei bambini irrompe nello stadio olimpico, tempio dello sport: un’immagine stridente forse, ma poetica, un accostamento che è stato risolto dal regista Danny Boyle in modo magistrale, portando nelle corsie d’ospedale i terribili Voldemort, Crudelia Demon, la Regina di Alice, per dire ai bimbi, al mondo, questo è il male, è multiforme e ingannevole, come la malattia contro cui lottate, ma Harry Potter combatte, combattete anche voi!

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 Fin da piccola ho creduto in questo potere della letteratura ed è stato commuovente vedere, laddove si celebrano l’agonismo e il superamento dei propri limiti, un incoraggiamento a combattere la vera battaglia della vita e per la vita… contro la malattia, la sofferenza, la paura.

A questo servono le storie.

Sarà davvero un bel ricordo, questa Olimpiade di Londra.

Un saluto,

Della

 

La Letteratura alle Olimpiadiultima modifica: 2012-08-03T14:45:19+00:00da dellafrye
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2 thoughts on “La Letteratura alle Olimpiadi

  1. vania

    Ne ho visto solo un pezzo. Mi è dispiaciuto perdermi gran parte dello spettacolo…
    comunque quello che ho potuto vedere l’ho apprezzato tantissimo!! bravi tutti !!!!
    bacioni !!!

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