Gatti Randagi in Tempi di Crisi

 

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Ieri sera un bel gatto bianco e nero è entrato furtivamente nei giardini privati di un nuovo palazzo i cui appartamenti al piano terra sono in parte sfitti. Elegantissimo, dopo aver percorso qualche metro in perfetto equilibrio sul muro di recinzione, è sceso con un balzo nel giardino soffocato dalle erbacce: ha annusato qualche foglia, ha scelto una pianta di suo gusto e l’ha assaporata con un mastichio buffo, che me l’ha reso immediatamente simpatico. I gatti sono creature multiformi, spesso austeri e regali, nascondono un’anima birbante, sono ingordi di carezze, ma durante la caccia, sia pure soltanto ad una malcapitata moschina, appaiono letali come una leonessa nella savana. 

Esplorazione del giardino, poi, veranda dell’appartamento sfitto. Le porte-finestre sono un po’ impolverate e riflettono il bel micio, che si siede sulle zampe posteriori e sintonizza le orecchie sulla giusta frequenza, curvando la folta coda nella forma di un peloso punto interrogativo.

Cosa vede, cosa pensa il bel micio?

Forse si sente solo. Qui a Quartello non ci sono molti gatti, ne avrò visti tre o quattro gironzolare per il quartiere, e fra questi una bellissima gatta nera, che l’anno scorso ha avuto 6 cuccioli proprio in uno dei giardini in cui si è intrufolato il mio curioso amico bianco-nero. Ricordo lo stupore e la tenerezza di quella domenica mattina in cui, affacciandomi alla finestra, ho visto mamma gatta che giocava con 6 pallette di pelo salterine: non stupisce che abbia scelto uno di quei giardini per avere i cuccioli, lontano dalla strada, all’ombra di palme e cespugli. La cucciolata è rimasta lì per circa dieci giorni, poi è sparita: mi sono chiesta  che fine avesse fatto e ho sperato che qualcuno avesse portato mamma e cuccioli alla colonia felina più vicina.

Ehm… ma qual’è la colonia felina più vicina a Quartello? Si trova nel confinante quartiere di Pitz’ e Serra, in via Sant’Antonio, ed è stata ufficialmente riconosciuta dal Comune di Quartu Sant’Elena proprio la settimana scorsa, dopo lunghe battaglie sostenute dai volontari che si sono sempre occupati dei mici randagi della zona.

 

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Non appena “Quartello’s Kitchen” è sbarcato su facebook ho stretto amicizia con la Colonia e ne ho seguito le recenti battaglie: oggi mi sono decisa a scrivere un post di sostegno gattesco, perchè sembra proprio che alcuni dei residenti che vivono vicino alla colonia non accettino questo riconoscimento da parte del Comune e accusino il sindaco di preoccuparsi più dei gatti randagi che dei cittadini. I mali che si denunciano sono sempre gli stessi: zecche, escrementi, cattivo odore… malattie pericolose per l’uomo. 

 

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MA. 

Si, c’è un MA ed è grosso come un palazzo. Le amministrazioni comunali sono alle prese con i problemi di sempre: marciapiedi e strade sconnessi, illuminazione scarsa, sfuggente presenza della forza pubblica. Poi c’è la crisi, che riduce anche quelle poche risorse economiche che dovrebbero essere impiegate per migliorare la vita dei cittadini. Quindi vi chiedo: in che cosa consiste il decoro di un quartiere? E’ decoroso lasciare che i gatti vaghino per le strade, abbiano i cuccioli, frughino nella spazzatura, muoiano di malattie sul ciglio di una strada? La Colonia Felina serve ad impedire tutto questo e a raggiungere il tanto invocato “DECORO”. I gatti delle colonie vengono sterilizzati, così si impedisce l’incremento del numero dei randagi; i gatti delle colonie vengono curati e vaccinati, così si evitano le malattie “pericolose per l’uomo”; i gatti delle colonie fanno pipì e popò nelle suddette colonie, non nei marciapiedi, al contrario di tanti cani che magari vengono portati a passeggio da padroni molto afflitti per il decoro del quartiere ma poco interessati alle nutellose deiezioni dei loro amici a quattro zampe.

C’è di più: i gatti delle colonie vengono adottati e io ho scoperto da appena un anno cosa significa avere un micio che ti accoglie pancia all’aria quando apri la porta di casa. Purtroppo a Quartello non mi è permesso tenere un gatto, il contratto d’affitto non consente di tenere amici a quattro zampe (ma perchè 🙁 ????), però nella mia casa paterna le mie sorelle sono riuscite ad introdurre clandestinamente un pestifero felino bianco e grigio di nome Gandalf. Da piccole non abbiamo mai avuto animali in casa, perchè i nostri genitori erano assolutamente contrari: i cani soffrono in appartamento e i gatti lasciano peli dappertutto, insomma, le classiche obbiezioni che tanto fanno piangere i bambini. Gandalf è stato introdotto in casa clandestinamente (nel senso che si è materializzato senza preannuncio alcuno!), è stato preso da una colonia felina quando aveva solo un mese e mezzo e adesso… vorrei filmare mio padre, quando ci gioca o ride dei suoi assalti al “portatore di pappa”. 

Ho sempre desiderato un gatto, ma non avrei mai immaginato che un amico felino potesse regalare tanto calore; immagino che per un bambino sia bellissimo crescere con un cucciolo, che oltre al divertimento comporta un’assunzione di responsabilità: non pensate che sia importante, dal punto di vista educativo?

Scrivo questo post per sostenere la Colonia Felina di Via Sant’Antonio, non posso fare molto altro purtroppo, ma appena potrò adottare un micio, lo prometto, sarà un quartese doc! Spero che chi si oppone al lavoro dei volontari capisca che il decoro del quartiere comincia proprio da attività di questo genere. Vorrei davvero sapere, inoltre, se le persone che affiggono messaggi sdegnati per le vie del  quartiere rappresentano la maggioranza dei residenti o costituiscono soltanto una rabbiosa minoranza (propendo per questa ipotesi…) che non vede di buon occhio chi si prende cura dei randagi e ritiene che per risolvere il problema si dovrebbero semplicemente ammazzare i malcapitati felini. Sto esagerando? Va bene, non  voglio giudicare senza conoscere l’opinione di queste persone: la esprimessero allora, basta messaggi sdegnati. Come risolverebbero, questi cittadini, il problema dei randagi che abitano nel loro quartiere? Parlassero, si confrontassero, si ricordassero che non è la Colonia Felina a rendere indecoroso il quartiere, anzi: costituisce un passo avanti, una dimostrazione di interesse per il benessere dei cittadini, prima che dei randagi.

E se un altro Gandalf verrà adottato, credetemi, non sarà solo un gatto ad esserne felice.

Un saluto,

Della

ps: vi invito a sostenere la Colonia Felina di Via Sant’Antonio, anche solo condividendone gli appelli, e ad esprimere un’opinione sul problema “randagi- colonie feline”. Parliamone!!!

ps2: la prima foto è tratta dal blog Cecrisicecrisi.

ps3: dimenticavo: vi presento Gandalf…

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Gatti Randagi in Tempi di Crisiultima modifica: 2012-06-14T22:56:30+00:00da dellafrye
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2 thoughts on “Gatti Randagi in Tempi di Crisi

  1. bartel

    Gandalf!? Hai un gatto che si chiama Gandalf? Quanti danni ha fatto Tolkien! Grazie della visita e del commento tipicamente da Della (mi sa che sei una bella persona) e se ti capita di ripassare da me troverai una sorpresa ad attenderti.
    Ciao
    B

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