Passato, Presente, Quartello

Quartello si avvia a vivere un’estate rovente.

 

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L’odore del mare, al pomeriggio, è tanto intenso da costringermi a fare un tuffo nei ricordi, quando ero una bambina di sette o otto anni e trascorrevo in spiaggia intere giornate. Erano i tempi in cui i papà prendevano ancora un mese, un mese!, di ferie e per me quei trenta giorni erano lunghi, lenti… le ore al mare non mi bastavano mai e il primo pomeriggio era il momento che preferivo, con l’acqua bollente di Chia che mi permetteva di stare ammollo fino a raggrinzirmi come una vecchia mela dimenticata nella dispensa.

Sono ricordi bellissimi, ma confesso che non ho sempre voglia di ripercorrerli: Quartello mi costringe a farlo ogni giorno. Esco di casa e il vento, c’è sempre vento qui, mi porta l’odore del mare, della salsedine, dell’estate. Sulla strada per Cagliari vedo le spiagge, la gente che comincia a riempirle, ma non mi fa alcun effetto: è l’odore che per qualche secondo strappa la piccola Della alla sua infanzia e la trascina a Quartello; lei mi invita a seguirla, mi offre un pizzico di spensieratezza, ma si allontana delusa e ogni giorno si trattiene sempre meno con me, perchè mi sto abituando a rimetterla al suo posto, fra i ricordi preziosi che vanno assaporati di tanto in tanto.

In queste ultime settimane Quartello si sta preparando per l’estate con tutta una serie di lavori che impolverano l’aria già calda: via Fiume, l’accesso principale al quartiere, viene finalmente spogliata dalla soffocante cornice di canne e erbacce che l’ha rivestita per tutto l’inverno e le rotonde, che ormai si erano trasformate in colline boschive da cui ogni tanto si affacciava un velociraptor, sono state ripulite… ma non spianate, perchè ora cumuli di terra impediscono ai malcapitati automobilisti una buona visuale. Insomma siamo passati dalla collina boschiva alla duna desertica, con annessa tempesta di sabbia, se tira il Maestrale… e acciderbolina se tira!

 

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Attualmente i cantieri aperti nel quartiere non sono numerosi come un tempo: ci sono delle belle palazzine già terminate che aspettano nuovi abitanti e mi chiedo se vedremo presto i camion dei traslochi scaricare le vite dei neo-Quartellesi che, nonostante i tempi di crisi, sono pronti ad un nuovo inizio, felici per aver conquistato almeno il primo gradino della salita.

Quando passeggio per il quartiere riconosco subito i futuri neo-Quartellesi: parcheggiano sul ciglio della strada e occhieggiano l’appartamento dei sogni dalla macchina, magari dopo aver riconosciuto la palazzina dalle fotografie pubblicate su qualche giornale di annunci immobiliari. Dopo aver discusso per qualche minuto scendono dalla macchina e si avvicinano all’oggetto del desiderio cautamente, quasi che avessero paura  di vederselo evaporare sotto gli occhi; si avvicinano ai citofoni, sbirciano i nomi dei futuri vicini, se già ce ne sono, oppure prendono nota dei numeri di telefono scritti sui cartelli delle agenzie immobiliari: lui memorizza il numero sul cellulare, di solito, mentre lei glielo detta. “Telefono domani mattina” e poi silenzio e contemplazione, mentre fra speranze e visioni di salotti, cucine e camere da letto, si insinua il timore che non sia nemmeno quello, l’appartamento dei sogni, che costi troppo, che sia troppo piccolo o buio… che entrandoci, insomma, non si abbia quella sensazione… la sensazione del futuro che ti si spalanca davanti.

E’ ancora così Quartello, tutto proteso in avanti, per la sua incompiutezza, per i suoi appartamenti vuoti, per i negozi ancora sfitti. E’ bello vedere un quartiere che scrive la propria storia, riga per riga certo, perchè la crisi è capace di cancellare i sogni con una busta di Equitalia e molte di quelle coppie che sospirano dalla loro macchina dovranno rinunciare o aspettare ancora… ma quando arriverà il momento Quartello sarà qui, come è stato per me e Morris, e magari una nuova attività scommetterà sul futuro, un figlio si emanciperà dalla famiglia d’origine e una coppia comincerà a scrivere il primo capitolo della sua storia “quartellese”.

 

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C’è tanto “futuro” a Quartello, ma non è escluso che il mare, in un caldo pomeriggio di giugno, vi porti  un regalo dal passato…

Un saluto,

Della

Passato, Presente, Quartelloultima modifica: 2012-06-06T21:54:40+00:00da dellafrye
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