Il Quartiere Sospeso

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Sono trascorsi quasi due anni da quando mi sono trasferita a Quartello. Il quartiere è molto cambiato da allora, ma ancora non ha assunto una fisionomia definitiva: croce e delizia dei giovani rioni.

Croce, perchè non sempre è piacevole passeggiare fra cantieri polverosi e chiassosi: anche dopo la fine dei lavori, i “ferri” arrugginiscono tristemente negli spiazzi accanto alle palazzine appena nate.

Delizia, perchè da una mattina all’altra scopri che gli operai stanno lavorando in uno dei locali commerciali nuovi di zecca e ancora sfitti sotto i portici: giorno dopo giorno scommetti su quale tipo di negozio arricchirà l’offerta del quartiere.

Croce, perchè i tralicci dismessi che andrebbero spostati, retaggio degli anni in cui Quartello era aperta campagna, torreggiano ancora sulle nuove palazzine e sui parcheggi: chissà perchè nessuno lascia la macchina all’ombra dei forchettoni (licenza poetica per tralicci).

Delizia, perchè ci sono ampi spazi verdi e giardini, alcuni dei quali poco curati purtroppo, in cui i bambini possono giocare, le signore fare ginnastica, i ragazzini organizzare partitelle di calcio o pallavolo.

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Croce, perchè quando calano le tenebre il quartiere viene inghiottito da buio: l’illuminazione è scarsa fra le strade del rione, inesistente lungo una delle principali vie d’accesso al quartiere; ho smesso di contare le volte in cui ho letto sull’Unione Sarda che i lavori per sistemare l’illuminazione di via Fiume  (clicca) stanno per partire. Intanto per i pedoni è impossibile attraversare dopo il tramonto: è una strada lunga, senza semafori accanto alle strisce pedonali, e le macchine corrono, accidenti se corrono.

Delizia, perchè i “Quartellesi” sono amanti dei cani. Forse la presenza di spazi verdi ha indotto molti amici degli animali a trasferirsi qui… l’huskie che vedo quasi ogni giorno galoppare fiero, orecchie dritte e petto villoso in fuori, è decisamente il mio preferito, ma il fatto importante è che qui l’educazione animalesca mi ha consentito di non incorrere mai in poco piacevoli splattate (licenza poetica per “i padroni, facendo uso massiccio degli appositi strumenti, hanno salvato le mie suole dalla nutella canina”).

Potrei continuare a lungo questo elenco di pregi e difetti, ma preferisco esprimere la speranza che Quartello, ancora sospeso fra cantieri, strade poco illuminate e appartamenti vuoti, si evolva scegliendo lo “sviluppo urbano sostenible”: ci affacciamo sul mare e abbiamo la possibilità di avere giardini, piste ciclabili, insomma, quanto di buono può esserci in un quartiere che  deve ancora fare delle scelte.

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Quotidianamente l’Unione Sarda racconta i disservizi di Quartello in poche righe: è importante, affinchè nessuno si dimentichi di un rione sempre più popoloso. Iniziare da qui, per giovani famiglie precarie, può essere più facile che a Cagliari, ma vorrei che raccontare Quartello non significasse solo parlare di ciò che manca, che è molto, ma di ciò che c’è e che potrebbe esserci… non solo negozi, ma associazioni culturali e sportive, una biblioteca, un dopo-scuola per i ragazzi.

Le storie di Quartello aspettano di essere raccontate: inizio io, parlandovi di un quartiere che, con la primavera imminente, ha ritrovato la sua luce, i suoi giardini, i suoi prati: nei giardini di via Fiume si sente il profumo della salsedine, ormai.

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Quante opportunità, nel mio quartiere sospeso!

Un saluto, 

Della

Il Quartiere Sospesoultima modifica: 2012-03-02T12:17:15+00:00da dellafrye
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