Evviva Babbo Nachele!!!

images-1.jpeg – Il Natale? Quando arriva, arriva!

Così esclamava Renato Pozzetto poco prima di azzannare una fetta spropositata di panettone, nella pubblicità di una nota marca.

Semplice, efficace, vero: oggi è il 1^ Dicembre e anche se siete gli anti-Natale più “anti” del mondo non potrete evitare le festività incombenti.

Lo puoi amare, il Natale, o detestare. La distinzione è manichea e credo che il partito per l’abolizione delle festività dicembrine stia guadagnando elettori ogni anno che passa, del resto per quale assurda ragione dovremmo essere contenti dell’arrivo di due settimane in cui sembriamo quasi costretti ad essere felici e spendaccioni? Per la maggior parte di noi, “sentire il Natale” è indissolubilmente legato ai ricordi dell’infanzia, quell’attesa, quel senso di calore e di festa, sono possibili solo finché si è bambini e spensierati.  Quanto è difficile, il Natale, quando la crisi economica svuota i portafogli, quando la famiglia dell’infanzia ha perso più di un pezzo? Difficile, terribilmente.

Bisogna lottare per non perdere il Natale, bisogna perfino essere forti. Belle case, addobbi lussuosi, vestiti di velluto scintillante, bambini boccoluti, nonni-polident, tavole imbandite, regali regali. Lo sappiamo che non è questo il Natale, ma forse lo dimentichiamo. Il Natale non è neanche famiglia, secondo me, se questa significa pranzo con parenti che nemmeno si detestano, si ignorano durante tutto l’anno.

Cos’è il Natale, allora? Non lo so, non lo so. Forse un’occasione. La crisi c’è tutto l’anno e le persone che abbiamo perso, ci mancano ogni giorno. Si dice sempre che “la vita continua”, è crudele, ma giusto: il Natale arriva, talvolta non lo vorremmo, ma arriva e siamo costretti a. A cosa? Meno ipocrisia, signori, coraggio, coraggio per vivere il Natale in modo non stereotipato, come lo vorremmo davvero. “A Natale siamo tutti più buoni”, bleah,  qui ci vuole un po’ di sano egoismo, ci vuole un Natale tagliato su misura per noi, per sentirlo davvero quel calore, per provare a regalarlo a chi ci sta accanto. Niente compromessi, questo Natale, ma un’occasione: per ritrovare un’atmosfera che si crede perduta, per ricordare, per dire qualcosa che si è sempre rimandato… e dirlo con le parole giuste, che non si riescono mai a trovare.        Ma certo, anche per divertirsi… per stare bene. Piccole cose, piccole cose.

Bing_Crosby_320x240.jpg Vi presento Bing Crosby, classe 1903, il primo, vero crooner. “To croon”, cantare sottovoce, perché ci sono i microfoni ormai e i fautori del bel canto all’italiana non devono più urlare per farsi sentire dall’ultima fila. Cantare, sussurrare, conquistare con la voce che scaturisce da una profondità inimmaginabile, questo è il “cantante confidenziale”, forse il più famoso è Frank Sinatra, il più moderno Michael Bublè, l’esempio nostrano Johnny Dorelli, ma per me  Bing Crosby è “The Croooner”, l’unico che, intonando White Christmas, scioglie il cinismo pre-festivo e mi fa ricordare quanto possa essere bello il Natale.

MV5BMTc1MzY5MjI0Nl5BMl5BanBnXkFtZTcwNjYzNDgzMQ@@._V1._SX100_SY133_.jpgAttore, Bing Crosby, vince l’Oscar nel lontano 1944, ma è nel 1942 che esce il film “Holiday Inn”, in cui il nostro, al fianco di Fred Astaire, canta la celebre canzone220px-White_Chrismas_film.JPGdell’altrettanto celebre Irving Berlin: quell’anno White Christmas vincerà l’Oscar come miglior canzone, diventando un successo mondiale e duraturo nel tempo; nel 1954 uscirà perfino un film intitolato come la canzone, un modesto quasi-remake di Holiday Inn con Crosby, Danny Kaye e Rosemary Clooney (si, la zia di George). Sfruttando il successo di White Christmas, Bing Crosby inciderà innumerevoli canzoni natalizie, reinterpretando la tradizione, i carols della tradizione anglosassone per esempio, come The first noel, ma anche brani originali, dal sapore più moderno, cittadino e perfino… esotico (Mele-Kalikimaka)!
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Piccole cose, dunque. Musica: Bing Crosby, per un Natale caldo e “confidenziale”, e Annie Lennox con il suo recentissimo “A Christmas Cornucopia”, la sua voce  è ghiaccio che risuona e tintinna per celebrare un Natale solenne e misterioso.

nelbelmezzodiungelido.jpgFilm che magicamente evocano il Natale: per me “Nel bel mezzo di un gelido inverno” (A Midwinter’s Tale) di Kenneth Branagh e “Scrivimi fermo posta” (The shop around the corner) di Ernst Lubitsch con James Stewart… poi,  certo, per un “Nero Natale” ci sono “Nightmare before Christmas” di Tim Burton e  “I Gremlins” di Joe Dante.

imm.jpg

 

 

Libri, oh, almeno in questo sono estremamente tradizionalista: Dickens e i suoi racconti di Natale, Lo schiaccianoci di Hoffman e un libricciolo che ho scoperto poco tempo fa, The forgotten helper di Lorrie Moore.

Sono queste alcune delle piccole cose che mi fanno “sentire” il Natale e, infondo, me lo fanno amare. Ne manca una: scrivere un biglietto d’auguri, scrivere per una persona speciale… gran bella occasione, il Natale.

Ma raccontatemi… che cosa suscita magicamente in voi lo “spirito del Natale”? Quali libri, quali film, quali canzoni… quali sapori vi fanno sospirare nel freddo di Dicembre?

Evviva Babbo Nachele!!!ultima modifica: 2010-12-01T21:13:06+00:00da dellafrye
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11 thoughts on “Evviva Babbo Nachele!!!

  1. Sonia Ognibene

    Il Natale è la nascita di Gesù, quel Gesù che ha cambiato la storia del mondo.
    Perciò questo dovrebbe essere il Natale, il mettere in pratica ciò che quel Bambino 30 anni dopo ha cominciato a dire a tutti noi.
    Poi è anche bello mettere luci e decorazioni, ma spendere inutilmente e vedere quegli orribili film al cinema che di spirito natalizio non hanno nulla, non mi trova proprio d’accordo.
    Io non amo particolarmente questa festa perché non mi ricorda eventi lieti, ma da un po’ di anni ho cominciato a riapprezzarla.
    Devo dirti, però, ancora una volta che abbiamo molte preferenze comuni: Sinatra, Bing Crosby con le loro voci “confidenziali” mi danno un seno di pace che non ha eguali.
    “Sette spose per sette fratelli”, invece, è il film che adoro e che vedo sempre a Natale. Mi ma sentire in pace col mondo e mi infonde una gioia incontenibile.
    Baci

  2. Della

    Cara Sonia, naturalmente hai ragione sul significato religioso del Natale. Sono però convinta che chi crede debba mettere in pratica gli insegnamenti di quel Bambino tutto l’anno, non solo a Natale, ostentando magari una generosità ipocrita che di cristiano ha ben poco. Insomma, anziché “più buoni” magari cerchiamo di essere più sinceri, non costringiamoci a rimpatriate familiare posticce, per esempio, o a tutto ciò che ci fa vivere il Natale come un evento tristemente ineluttabile… e chissà che non si riesca anche a riscoprire un significato più intimo, spirituale, di questa festa…

  3. mio capitano

    Natale mi piace, mi è sempre piaciuto e spero che mi piaccia pure quest’anno. Se non mi piacerà significa che le cose per me vanno male.
    Natale per me sono i regali della Befana che avevo da ragazzo. Non potevo chiedere molto e ci perdevo tempo nel decidere che regalo farmi portare. In genere mi piacevano i libri, quelli di avventura per ragazzi. Per me me Natale e le sue feste resteranno sempre “Il richiamo della foresta”, libro che mi feci regalare molti anni fa e di cui ricordo tuttora nitidamente le sensazioni che provavo girando le pagine.

  4. Carmine

    Salve. Ho letto con interesse il tuo post ed è un piacere fermarsi un attimo a riflettere sul Natale. Sarebbe assurdo pensare con con l’accensione delle luminarie natalizie tutti i problemi della vita personale e globale si spengano, che l’amore, il bene e il bello trionfino. Sarebbe assurdo e, infatti, non è questo per me il Natale. Lo definirei piuttosto una nuova disposizione d’animo. Vedi, io sono una persona fondamentalmente pessimista, disillusa. Eppure a Natale sintonizzo il mio sentire e il mio agire sulla positività e sulla gioia. E così in questo periodo trascorro più tempo con la mia famiglia, guardo film con mia sorella, gioco a carte con gli amici. Sto un po’ meno solo per stare un po’ più con gli altri. E nel farlo cerco di essere per loro fonte di allegria e felicità, magari con qualche piccola, lieta ed inaspettata sorpresa.

    In effetti più ci penso e più mi vengono cose da dire, ma non vogli tediarti oltremodo…
    Un saluto.

  5. Danilo

    Il Natale, secondo me, è un “amplificatore di stati d’animo”. Se stai attraversando un buon periodo, a Natale ti senti ancora meglio. Se sei solo, triste o angosciato, il Natale diventa un incubo. Ti fa sentire ancora più triste e solo. Per questo auguro a tutti “Buona vita”: il buon Natale è la logica conseguenza 🙂

  6. vania

    Ahimè…. Natale, natale, regali e regali… che puntualmente non faccio mai ahahah!!! anche perchè a gennaio ho l’assicurazione delle macchine da pagare, per cui il budget che avrei per i regali lo impiego per questa “triste e ordinaria” spesa.. ahah!!
    Cmq quando penso al Natale della mia infanzia mi torna sempre in mente un cartone della Disney che dovrebbe chiamarsi “il canto di natale di topolino” dove i fantasmi del passato presente e futuro fanno visita a un vecchio avaro per sbattergli davanti la sua vita… lo vedevo sempre da piccola e mi piaceva moltissimo.
    Il >Natale da “grande”… beh, siccome per diversi anni è stato da me vissuto come un giorno uguale agli altri non è che l’Ho sentito moltissimo…
    per quel che riguarda il Natale da moglie e mamma… beh, ora sto imparando ad apprezzarlo nelle piccole cose, nei piccoli gesti… che so un abbraccio, un bacio… niente di materiale insomma!!!
    ecco!
    un abbraccio e non preoccuparti per la rispostona, ho molta pazienza!!!! c’è tempo!!!
    ciaooooo!!!
    vania

  7. Della

    *Capitano: Ah, i libri d’avventura! Io ricordo un Natale in cui stavo leggendo Michele Strogoff!

    **Carmine: Naturalmente le tue considerazioni non mi hanno tediato, anzi. Concordo sulla positività e la gioia, come regalo per chi ci circonda… meglio di qualunque altro dono, secondo me.

    ***Danilo: Si, proprio “buona vita”! Oddio, l’amplificatore di sentimenti lo vedrei bene anche in un romanzo noir-natalizio, ci hai pensato?

    ****Vania: I cartoni a Natale… io ricordo che quando ero piccola a Natale Italia1 trasmetteva tutto il giorno cartoni animati… ricordo una Vigilia passata a guardare “Alla scoperta di Babbo Natale” e “I Popples”… APPELLO PER TUTTI: QUALCUNO RICORDA I POPPLES??? Io ho quello giallo…

  8. Carmine

    Non ricordo i Popples, anzi, sono quasi sicuro di non averli mai conosciuti…

    La masseria di cui ho parlato è intrecciata con la storia di parte della mia famiglia, quindi il racconto rappresenta una fusione di realtà, ricordi e fantasia. E hai ragione, sarebbe bello vederne un corto.
    Quello delle masserie antiche, ad ogni modo, è un mondo che mi ha sempre affascinato…

    Buon Otto Dicembre.

  9. vania

    ahahah io avevo quello rosa che se lo rigiravi si chiudeva in una palla!!!
    che belli, spero li ritrasmettano prima o poi!!!
    baciiiiiiiii!!!!!!!!!!!!

  10. ivy

    vorrei ritornare piccola… lì il natale lo vivevo alla grande.
    il presepio, l’albero, il non poter aprire i regali fino alla mezzanotte del 24, il pranzo coi parenti, e volevo bene a tutti… erano i miei parenti era naturale che volessi bene a loro..
    e i dolci particolari, il pan forte, il marzapane, il pandoro… solo per quei giorni di festa..
    ora non sento nulla se non la malinconia

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