Per le strade di Quartello

51dzpwg2p9lsl500aa240wrvj6.jpg I giovani quartieri cambiano velocemente.

Con la fine dell’estate, che paradossalmente aveva congelato la vita di Quartello, sono ripresi i lavori nei cantieri, nei giardini, nelle strade.

Il pulmino n^ 41  ha cambiato percorso e il n^ 40, che prima ci sfiorava appena, ha allungato la sua corsa verso di noi, così, dopo i primi giorni di smarriti inseguimenti, i quartellesi si sono abituati alle nuove fermate e ai nuovi collegamenti con il resto del mondo. Oh, non siamo poi così lontani da Cagliari, tanto meno da Quartu Sant’Elena, raggiungibile anche a piedi o in bicicletta, ma ogni volta che mi ritrovo a passeggiare per il mio nuovo quartiere ho la sensazione di essere dentro una bolla che svolazza anni luce dai  “vecchi mondi conosciuti”, una sensazione non solo piacevole ma che mi provoca un sollievo inaspettato. Non che Cagliari sia tappezzata di miei fumettistici ritratti con sotto-scritto WANTED, intendiamoci, ma esplorare nuovi quartieri, entrare in nuovi negozi, non conoscere quasi nessuna delle persone che incontro, bè, mi fa respirare a pieni polmoni, lo ammetto. Qui non sono la figlia di, gli occhi che mi guardano non vedono il riflesso della mia famiglia d’origine, non mi accomunano a niente e a nessuno: sono Della e mi comporto come tale, entro nei miei negozi, parlo con i miei vicini, conosco nuovi amici, come l’uomo-cane.

Ritardataria cronica, mi dirigo a grandi falcate verso la nuova fermata del 41, quand’ecco sento al mio fianco una presenza ingombrante, che mi spinge all’interno del marciapiede: è lui, un bel cane snello e alto come un dalmata, il pelo leggermente più lungo però, e arricciato, di un bianco così nevoso da avere quasi riflessi azzurrini. Ha il muso allungato, il naso rosa, mi annusa, con la testa mi da dei colpetti alla mano e al fianco. All’inizio ero un po’ intimorita dall’atteggiamento invadente, poi il cane mi ha leccato per bene la mano con la sua lingua calda e umida e mi ha guardato con i suoi occhi da non-cane, occhi azzurro-ghiaccio così espressivi da farmi stare lì in mezzo al marciapiede a pensare “Questo qui è un uomo!”. Ho notato che il cane aveva un bel collare nero, mi son guardata intorno per vedere se il padrone fosse nei paraggi, niente, un deserto. Il cane ha continuato a girarmi intorno con un’eleganza nervosa, avvicinandosi, cercando un contatto. Sono entrata al tabacchino per comprare i biglietti del pullman e lui mi ha aspettato fuori scodinzolando, poi mi ha accompagnata alla fermata ed è rimasto lì fino a che non è arrivato il 41. Non mi intendo per niente di cani, ma questo mi sembrava un giovanotto desideroso di giocare, forse di dire qualcosa, con quegli occhi umani un po’ tristi, quasi ansiosi.

Ho rivisto l’uomo-cane solo un’altra volta, una mattina, mentre stavo bevendo il caffè a colazione, Morris mi ha indicato la finestra dicendo:-Non sarà il tuo amico, quello?

Era lui, una freccia bianca che galoppava in mezzo alla strada, sembrava un cavallino, come quelli delle favole. Nessun padrone nei paraggi. Ma le creature fantastiche non hanno veri padroni, giusto?

Strani incontri, nuovi incontri. Un piccolo quartiere, Quartello, fatto di giardini curati e illuminazione stradale insufficiente, palazzine colorate e mostro di cemento che doveva essere centro commerciale e che cen. comm. non sarà, negozi ancora vuoti e una pasticceria che profuma l’aria di dolce ad ogni ora del giorno e della notte.

Volete mettere, lasciarsi tentare alle dieci passate di notte dal gusto vanigliato e liquoroso di una morbido pan di spagna inzuppato, intrappolato fra due sfoglie leggere e friabili spolverate di zucchero a velo?

A Quartello, potreste cedere alla tentazione, rifugiandovi dentro la bolla.

La vostra bolla.

Un saluto,

Della

ps: nell’immagine un consiglio di lettura: il racconto di un cane speciale…

Per le strade di Quartelloultima modifica: 2010-10-11T12:31:55+00:00da dellafrye
Reposta per primo quest’articolo

2 thoughts on “Per le strade di Quartello

  1. mio capitano

    Ecco un bell’incontro, un cane che sembra quasi umano. Hai un bel rapporto con gli animali. Io ho un pizzico di paura dei cani o alle volte temo che mi si mettano dietro e mi seguano fino a casa. Quartello sembra un gran bel posto, come i paesi a misura d’uomo dove puoi godere di rapporti umani e incontri speciali. un caro saluto a te.

  2. vania

    mi ricorda molto un recente film che ho visto con Richard Gere: Hachiko il mio migliore amico. Narra di un cane molto attaccato al suo padrone (è una storia commoventissima di un cane che ogni giorno aspetta il suo padrone alla fermata del treno)
    Anche a me piace la sensazione della bolla. l’ho provata ad ogni mio trasloco (solo due eh, non sono così nomade! ahah!!) ed è bello non conoscere nessuno e non avere la sensazione di essere osservati e riconosciuti! Poi dopo un po’ ahimè la bolla sparisce perchè magari fai amicizia con gli abitanti del quartiere o magari incontri sempre le stesse persone… ma va sempre così, è normale!!!
    sono contenta che ti trovi bene a Quartello!
    Ci sentiamo presto!!!!!
    un abbraccio!!!!
    Vania

I commenti sono chiusi.